Acqua in bottiglia o del rubinetto?

Ciao

oggi voglio approfondire con voi un aspetto che per mesi io stessa non ho considerato: la qualità dell’acqua che beviamo.

Concentrata sulla preparazione di alimenti il più possibile sani, ho completamente scordato di chiedermi come sia l’acqua che bevo tutti i giorni.

Il nostro corpo è composto per grandissima parte da acqua, elemento essenziale per la nostra sopravvivenza poiché svolge numerose funzioni vitali: ad esempio coadiuva la digestione, elimina le tossine e le scorie, protegge i tessuti e trasporta sostanze nutritive e ossigeno alle cellule del nostro organismo.

Per questo è fondamentale bere molta acqua durante il giorno così da garantire una buona idratazione del corpo. Soffrite spesso di mal di testa, stanchezza o dolori muscolari? la causa potrebbe essere la disidratazione.

drops-of-water-578897_640

Assodata l’importanza dell’acqua per la nostra salute, occorre capire quale acqua scegliere tra l’acqua del rubinetto e l’acqua in bottiglia e, se scegliamo di bere l’acqua in bottiglia, sarà necessario imparare a leggere l’etichetta. Scommetto che moltissime donne in questo momento staranno pensando “io leggo sempre l’etichetta per vedere il residuo fisso!”. Già, il residuo fisso, il temuto residuo fisso che ci fa venire la cellulite o come più elegantemente dicono in pubblicità “che provoca la ritenzione idrica”.

Peccato che come spesso accade si punta il riflettore su un dato per nasconderne altri ben più importanti, come ad esempio la concentrazione di nitrati e nitriti.

Ma andiamo con ordine. Prima di tutto meglio l’acqua del rubinetto o quella in bottiglia?

bottles-60479_640

La rivista Altroconsumo nel numero di luglio 2012 riportava i risultati di un’analisi che metteva a confronto l’acqua di otto fonti pubbliche di grandi città italiane con le acque minerali più vendute in Italia: la conclusione è che non esistono differenze sostanziali da indurre a preferire l’acqua in bottiglia.

Proviamo a mettere a confronto le due tipologie di acqua.

L’acqua minerale naturale in bottiglia è un’acqua di origine sotterranea proveniente da sorgenti naturali o pozzi,  pura all’origine. L’acqua del rubinetto invece è distribuita dagli acquedotti e viene sottoposta a processi di filtrazione o clorazione (aggiunta di cloro e derivati) per purificarla da eventuali residui e disinfettarla.

Ma se nell’acqua del rubinetto possiamo trovare i residui di questi trattamenti, è anche vero che nell’acqua in bottiglia possiamo trovare residui derivanti dai contenitori in plastica. Tutte le bottiglie in plastica riportano la dicitura PET che sta per polietilene tereftalato che è un derivato del petrolio. Il PET sottoposto a luce e calore sviluppa sostanze tossiche (diossine e BPA su tutte) e sappiamo che spesso le bottiglie d’acqua vengono lasciate sotto il sole nei cortili dei supermercati o trasportate sui camion senza alcuna copertura. Oltre a questo dobbiamo considerare la possibilità che l’acqua imbottigliata contenga pesticidi ormai presenti in quasi tutte le falde acquifere (abbiamo detto prima che l’acqua viene imbottigliata ma non filtrata).

pierson-82690_640

Ma analizziamo anche altri aspetti.

Possiamo richiedere all’ ASL di competenza i dati relativi ai test sull’acqua del comune dove viviamo e verificare la presenza di alcuni sali come magnesio e calcio. Detto questo, non possiamo modificare l’acqua di casa se non attraverso costosi depuratori d’acqua. Al contrario, se optiamo per l’acqua in bottiglia, imparando a leggere l’etichetta, possiamo scegliere l’acqua con le caratteristiche migliori per le nostre esigenze.

L’acqua in bottiglia ha un impatto ambientale enorme sia in termini di emissioni di CO2 derivanti dal trasporto dei contenitori, sia in termini di smaltimento. L’acqua del rubinetto, al contrario, ha un basso impatto ambientale (non deve essere trasportata e non prevede contenitori da smaltire).

L’acqua in bottiglia, quella qualitativamente migliore, arriva a costare anche 43 centesimi per un litro e mezzo. L’acqua del rubinetto è gratuita.

Una volta analizzati questi aspetti, la scelta per me è ovvia: perchè dovrei spendere soldi per acquistare un’acqua che, in teoria potrebbe essere qualitativamente migliore, ma che in realtà, a causa del contenitore dove viene conservata, rischia di essere peggiore di quella del rubinetto per contenuto di sostanze nocive? Perchè dovrei contribuire ad inquinare l’ambiente, già fortemente provato, in cui vivo?

Certo chi può permetterselo può ovviare in parte al problema acquistando acqua in bottiglie di vetro, ma quanti possono fare questa scelta? al supermercato troviamo l’acqua Fiuggi che costa 80/90 centesimi al litro. E il discorso dell’impatto ambientale rimane comunque valido anche per il vetro.

Io ho fatto la mia scelta: scelgo l’acqua distribuita dalle Case dell’Acqua.

casa dell'acqua

Le Case dell’Acqua distribuiscono acqua di rete, la stessa dell’acquedotto cittadino. Su ogni Casa dell’Acqua vengono effettuati specifici controlli ogni mese su 40 parametri, oltre ai controllo effettuati su pozzi e reti e alle analisi che l’ ASL svolge periodicamente.  Posso verificare, poichè esposti sul distributore, i valori delle analisi dell’acqua effettuate e ovviare quindi ad eventuali problemi legati alle tubature di casa che, se vecchie, possono rilasciare nell’acqua residui di ruggine e altri metalli.

Ma indipendentemente dalla scelta di ognuno di noi di bere acqua del rubinetto o in bottiglia, tutti dobbiamo necessariamente imparare a leggere e interpretare i valori che risultano dalle analisi dell’acqua, siano essi indicati sulle etichette delle bottiglie o esposti nella Casa dell’Acqua.

http://www.associazionedifesaconsumatori.it/news/salute-e-alimentazione/impariamo-a-leggere-letichetta-dellacqua-minerale/

Da anni l’attenzione del consumatore è stata richiamata sul residuo fisso, che deve essere il più basso possibile. In realtà ci sono molti altri parametri da tenere in considerazione, quali ad esempio il Ph che ci indica se l’acqua è acida o alcalina, la durezza che si riferisce alla quantità di calcio e magnesio presenti nell’acqua e la conducibilità elettrica.

Mi sono resa conto che sono parametri per lo più sconosciuti anche agli addetti ai lavori (una commessa di un negozio di prodotti biologici ha tenuto a precisare che nel loro negozio vendono l’acqua con il residuo fisso più basso di tutte, ma alla mia domanda sul Ph dell’acqua, mi ha guardato meravigliata dicendo che non lo conosceva ed è andata a guardare il dato con me sull’etichetta per la prima volta!).

Facciamo chiarezza sul residuo fisso: il residuo fisso non è altro che un valore che indica la quantità di sali minerali (magnesio e calcio ad esempio) disciolti nell’acqua, essenziali per la regolazione di alcuni processi corporei.
Come sempre la regola è la moderazione: il corpo necessita di questi sali che tuttavia devono essere assunti in dosi non eccessive.

Solitamente si consiglia di bere acqua con un residuo fisso basso per evitare una concentrazione elevata di sali che si depositano nei tessuti richiamando acqua e accumulandosi a livello renale. D’estate la tv ci propone numerose pubblicità di acque con un residuo fisso basso che aiutano ad eliminare il sodio in eccesso che richiama acqua nei tessuti provocando ritenzione idrica (l’acqua che fa perdere acqua!).

Ma se mangiamo correttamente quindi con poco sale e mangiamo tanta verdura e frutta non abbiamo bisogno necessariamente dell’acqua con residuo fisso basso che però magari contiene altre sostanze nocive in percentuali alte, come ad esempio i nitrati e i nitriti.

etichetta bottiglia

I nitrati sono sali naturali contenuti in alcuni alimenti sia di origine vegetale che animale e nell’acqua. Tuttavia oggi vengono prodotti anche a livello industriale tramite reazioni chimiche (nitrati di sintesi utilizzati per concimare o come additivi negli alimenti conservati). La pericolosità dei nitrati è dovuta alla possibilità di essere trasformati nel nostro organismo in nitriti, sostanze tossiche che legandosi all’emoglobina ostacolano l’ossigenazione dei tessuti e che possono anche dare origine a composti cancerogeni.

L’acqua pura, non contaminata, non contiene nitrati e nitriti. Tuttavia l’acqua che beviamo noi oggi è inquinata, sia dagli scarichi industriali e civili, sia dai nitrati usati come concimi che con le piogge e le acque di irrigazione finiscono dai terreni coltivati alle falde acquifere.

Nonostante ciò la legge consente la presenza di queste sostanze nell’acqua potabile e pone semplicemente dei limiti (per i nitrati: nelle acque minerali 45 mg/litro, 10 mg/l se destinate ai bambini; nell’acqua del rubinetto 50 mg/ litro; per i nitriti: 0,5 mg/l).

L’Airc precisa che la relazione tra la formazione di tumori e l’introduzione di nitrati attraverso l’acqua e il cibo non è stata dimostrata, che le concentrazioni di nitrati nell’acqua sono basse e che ci sono controlli sanitari periodici negli acquedotti: tuttavia afferma che parte del nitrato (20%) trasformato in nitrito quando raggiunge stomaco e intestino, può dare origine ad alcuni composti N-nitrosi, o nitrosammine che sono considerati cancerogeni.

E, anche se in termini precauzionali, ha inserito i nitrati/nitriti nel gruppo dei possibili cancerogeni.

Ecco perchè è importante leggere con attenzione e interamente l’etichetta dell’acqua e non basarsi solo sul residuo fisso: perchè mentre siamo impegnati a scegliere l’acqua che ci aiuta a combattere la cellulite, non prendiamo in considerazione aspetti ben più importanti!

L’ideale è acquistare acqua con nitrati assenti o presenti al di sotto di 10 mg/l e nitriti possibilmente assenti (i batteri contenuti nell’acqua sono in grado di produrre nitriti a partire dai nitrati, quindi un’acqua con pochi nitrati è un’acqua poco contaminata).

Lo so, vi state chiedendo quanti nitrati e nitriti contiene l’acqua della Casa dell’ Acqua del vostro comune.

Fate come me, consultate la tabella con le analisi dell’acqua presente sul distributore, approfondite il tema consultando altre fonti ancora e prendete una decisione: acqua in bottiglia o acqua del rubinetto?

L’acqua della Casa dell’ Acqua dove vivo ha una concentrazione bassa di nitrati ma 0,25 mg/l di nitriti (il massimo è di 0,5 mg/l). Non è un dato che mi esalta, ma considerato che mangio per lo più ortaggi a basso contenuto di nitrati ed evito prodotti con aggiunta di additivi e conservanti, considerando anche i rischi di sostanze nocive derivanti dai contenitori in plastica e l’impatto ambientale, direi che la mia scelta non può che essere l’acqua del rubinetto.

faucet-482506_640 (1)

In determinate occasioni, fuori casa, quando sarò costretta a scegliere l’acqua in bottiglia, leggerò con attenzione l’etichetta.

Mi piacerebbe sentire anche il vostro parere e discutere insieme di un tema che è fondamentale.

E’ da due ore che scrivo e non ho ancora bevuto … corro subito a bere un bel bicchiere di acqua!

A presto

 

 

 

 

 

2 comments to Acqua in bottiglia o del rubinetto?

  • Mahjong  says:

    Ho aspettato molto tempo per leggere qualcosa di così
    bello e interessante. Grazie!

    • arientilibera  says:

      sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto
      grazie e a presto!

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>