Conferenza presso il Comune di Roncello Ottobre 2017

Sei vegano? E ora cosa mangi? Questa è la classica domanda che almeno una volta nella vita un vegano si sente rivolgere.

In realtà eliminando solo 5 alimenti (carne, pesce, uova, latte, miele) si apre un ventaglio di possibilità che comprende prodotti come legumi, cereali, semi e frutta secca, molto più semplici tra l’altro da preparare rispetto a carne e pesce.

Per attuare questo cambiamento è necessario tuttavia uscire dalla propria zona di comfort, abbandonare le proprie abitudini alimentari e allenare lo spirito critico e la propria curiosità.

Le motivazioni alla base della scelta vegana sono principalmente tre: motivazioni ambientali, etico-sociali, animaliste.

Cambiamenti climatici

Dal 1860 la temperatura della Terra si è alzata di 0,3°-0,6° C. L’uomo è responsabile del cambiamento climatico? Il Gruppo di Studio Intergovernativo sui Cambiamenti climatici che riunisce i maggiori esperti mondiali, ha confermato nel 1995 “una percepibile influenza umana sul clima globale”, indicando che, perdurando la situazione attuale, un raddoppio delle concentrazioni di anidride carbonica comporterà un aumento della temperatura globale pari a 1-3,5 gradi centigradi entro il prossimo secolo.

L’effetto serra indica quel fenomeno naturale che assicura il riscaldamento della terra grazie ai gas presenti nell’atmosfera quali anidride carbonica, ozono, perossido di azoto, vapore acqueo e metano. Senza l’effetto serra la temperatura del pianeta potrebbe essere di 30°C più fredda. Le attività dell’uomo hanno aumentato però in questi ultimi anni i gas serra, provocando così un riscaldamento del pianeta. Il riscaldamento del pianeta porta probabilmente a un aumento della frequenza e nella durata di eventi estremi come fitte piogge, alluvioni, siccità. Il 51% dei gas serra emessi sono causati non dai carburanti fossili (petrolio e derivati e carbone come fonti energetiche), ma dagli allevamenti; il metano prodotto dagli animali è 86 volte più distruttvo della CO2 emessa da tutti i veicoli messi insieme.

Negli ultimi 100 anni il livello dei mari è cresciuto gobalmente di 10-25 centimetri. E’ probabile che in parte sia l’effetto dell’incremento di temperatura di 0.3-0.6 gradi verificatosi dal 186 a oggi.  Da qui al 2100 i mari e gli oceani potrebbero aumentare da 15 a 95 centimetri. Perché aumenterà il livello dei mari? Se la temperatura della superficie terrestre si alza, anche quella della superficie di mari e oceani aumenterà. L’acqua si espande quando di riscalda e questa espansione accrescerà il livello del mare. Il ghiaccio presente sulla terra in regioni temperate come il Sud America, il Nord America e la Groenlandia si scioglierà più rapidamente. I ghiacciai potrebbero anche ritirarsi, contribuendo così all’innalzamento dei mari.

Il fenomeno della deforestazione e l’utilizzo improprio dell’acqua

Il 45% del suolo non coperto dai ghiacci sulla Terra è destinato agli allevamenti causando il fenomeno della deforestazione; stiamo distruggendo i polmoni della Terra fondamentali per la rigenerazione dell’aria che respiriamo.

Solo il 3% dell’acqua presente sulla superficie della Terra è dolce, di cui più di 2/3 di questa percentuale si trova in forma solida nei ghiacciai. Il 30% dell’acqua consumata ogni giorno è per gli allevamenti (per abbeverare gli animali, pulire le stalle e i macchinari ecc..). Per produrre 1 kg di carne occorrono 15.000 litri di acqua, per produrre 1 kg di pomodori, ad esempio, ne occorrono solo 217 litri.

L’acqua è un bene prezioso ed esauribile da utilizzare con parsimonia e attenzione: in Africa sub-sahariana 17 milioni di donne e bambini percorrono ogni giorno lunghe distanze dalle fonti di acqua fino alle loro case trasportando fino a 20 kg sulle spalle. I tragitti giornalieri sono di almeno 30 minuti sotto il sole con perdita di tempo utilizzabile per lavorare o studiare.

Motivazioni etico-sociali

Il 50% dei cereali prodotti sulla Terra è destinato agli animali da allevamento, ma 1 miliardo di persone nel mondo muore di fame. Occorre destinare queste terre alla produzione agricola per consentire a tutti di nutrirsi. Non ha alcun senso produrre cereali e leguminose per nutrire animali di cui l’uomo si ciba in un secondo momento, è un circolo perverso.

Motivazioni animaliste

Mucche

Come tutte le femmine degli altri mammiferi, le mucche producono latte solo quando sono incinte o hanno un piccolo da nutrire; gli allevatori le inseminano artificialmente e di continuo affinché producano il latte in maniera costante. Il vitello appena nato è subito allontanato dalla madre e messo in un recinto per evitare che si beva il latte destinato a noi. I vitelli sono allontanati dalle cure delle proprie madri a pochi giorni di vita e mandati al macello. Le mamme inseguono i carrelli dove vengono caricati i vitellini, a dimostrazione del dolore che provano queste impotenti mamme. Si tratta di scene strazianti, che si ripetono in ogni azienda casearia.

«La separazione dei vitelli di pochi giorni di vita dalle loro madri è una parte integrante del settore lattiero-caseario, Anche nelle migliori aziende, con elevati standard di benessere animale i vitellini vengono allontanati dalla loro madre molto presto. Non esistono prodotti a base di latte senza questa separazione», spiega John Darroch, investigatore di Farmwatch.

Per tutta la vita le mucche vengono ripetutamente ingravidate: questo processo ha tra le sue conseguenza anche il verificarsi di mastiti e infezioni delle mammelle, causa di pus e sangue che spesso sono presenti nel latte e che in parte vengono filtrati, ma non del tutto. Dopo 4-5 anni, quando la mucca è esausta emotivamente e fisicamente, crolla a terra e viene sollevata con ogni mezzo possibile  per essere portata al macello. L’industria del latte è l’industria della carne quindi, se siete vegetariani, rifletteteci perché, se possibile, la mucca da latte vive una vita anche peggiore del bovino da carne: la mucca da latte infatti non è allevata da subito per la carne, prima viene sfruttata sessualmente e viene sfinita emotivamente e fisicamente; solo dopo, quando non ce la fa più, viene uccisa per la carne.

Galline

Le galline ovaiole appartengono a una specie selezionata unicamente per produrre elevate quantità di uova (ogni gallina ne produce circa 300 l’anno).
Allevare quindi 
i maschi per la carne risulterebbe antieconomico perché la loro velocità di crescita corporea è altamente inferiore a quella della specie broiler, selezionata per ingrassare rapidamente. Per questo motivo, dopo la schiusa i pulcini maschi vengono separati dalle femmine e immediatamente uccisi in quanto improduttivi, triturati vivi o con il gas (metodi consentiti dalla legge).

Tutti i pulcini che saranno immessi negli allevamenti intensivi subiscono nei primi giorni di vita la mutilazione del becco, una dolorosa operazione necessaria per limitare i problemi derivati dall’aggressività indotta dallo stress degli allevamenti: il continuo beccarsi e strapparsi le piume reciprocamente potrebbe causare ferite mortali. Questa pratica è l’unica non seguita negli allevamenti di tipo biologico.

ACQUISTARE UOVA ALLEVATE A TERRA, ALL’APERTO O BIOLOGICHE NON CAMBIA IN MODO CONSIDEREVOLE LE CONDIZIONI DI QUESTI POVERI ANIMALI.

– Allevamenti in gabbia. Le gabbie sono situate in enormi capanni industriali e sistemate in lunghe file sovrapposte fino a 6 piani di altezza. Le galline vivono tutta la vita ammassate in uno spazio grande quanto un foglio di giornale; le dimensioni del loro spazio vitale sono talmente ridotte che a causa della costante immobilità le loro ali si atrofizzano. Il pavimento è formato da una rete metallica, che provoca dolorose ferite e deformazioni alle zampe. Le galline sono costrette a sopportare continui cicli di luce artificiale che durano da 16 fino anche a 20 ore di luce al giorno per incrementare la produzione di uova, arrivando a produrre il doppio o anche il triplo di quante ne deporrebbero in natura con i propri normali cicli.

– Allevamenti a terra. Le galline vivono in capannoni stipate fino a 18 individui per m2. Questo metodo non permette che il fondo del capanno venga pulito se non quando il ciclo produttivo termina e costringe gli animali a vivere per tutto il periodo del loro sfruttamento camminando, mangiando e dormendo su uno strato sempre crescente di escrementi.

– Allevamenti all’aperto. Le galline possono uscire in aree recintate per alcune ore al giorno, solo in alcune stagioni. L’interno dei capannoni è identico a qualunque allevamento a terra e qui le galline trascorrono i 2/3 della loro vita.

– Negli allevamenti biologici. Le galline hanno la possibilità di uscire all’aperto su un terreno coltivato in maniera biologica e sono alimentate con mangimi biologici all’80%.
 Come in ogni altro tipo di allevamento, in quelli biologici si riscontrano gli stessi problemi: animali spennati e feriti, malati e malformati, sofferenti per lo stress e spaventati.

I pesciI p

Essere Animali ha documentato per la prima volta in Europa gli allevamenti intensivi di pesci. Da qui proviene la maggior parte del pesce consumato dagli italiani.

Con telecamere nascoste hanno scoperto allevamenti simili a quelli per la carne, milioni di pesci rinchiusi in gabbia, manipolati e trasportati come se fossero oggetti. A loro non è concesso nemmeno lo stordimento prima della morte: sono lasciati agonizzare per lunghissimi minuti.

Quella dei pesci è una sofferenza silenziosa su cui è urgente intervenire. Anche i pesci sono animali, sentono il dolore e provano emozioni.

Fonti: https://www.essereanimali.org/

L’importanza di leggere le etichette

Leggete sempre le etichette dei prodotti che acquistate e seguite questa semplice regola: meno ingredienti sono indicati, migliore è la qualità del prodotto. In conferenza ho letto la lista degli ingredienti di un piccolo biscotto che poche ore prima mi era stato offerto in un bar insieme al caffè. Il pubblico è rimasto scioccato quanto me nel leggere almeno 10 ingredienti e di qualità pessima. Siamo ciò che mangiamo? Impariamo allora a leggere ciò che acquistiamo e informiamoci sugli ingredienti che non conosciamo.

 

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