Intervista alla dietista Susanne Baum

Sul Journal for health care professionals I Mct I edizione 01/2013, Forum Dr Schar Institute, ho letto con interesse l’intervista alla Dott.ssa Susanne Baum, dietista presso l’Ospedale Schonklinik Vogtareuth in Germania, che ha modificato la dieta Atkins (dieta chetogenica integrata che prevede l’assunzione giornaliera di massimo 50 grammi di carboidrati) introducendo l’assunzione di grassi MCT, trigliceridi a catena media, per il trattamento di pazienti epilettici.

La dieta è conosciuta come MAD-MCT.

La sua variante della dieta prevede anche l’eliminazione o la riduzione al minimo di acidi grassi saturi o trans, prediligendo grassi ad alto valore nutrizionale come quelli contenuti nell’olio di oliva, canapa, lino.

Nell’intervista la Dott.ssa, parlando dell’elevato consumo di insaccati nella MAD, fornisce una testimonianza interessante per chi come me ha scelto di non mangiare carne e derivati di origine animale.

Infatti racconta che “un team di ricercatori dell’Harvard School of Publish Health di Boston ha mostrato come un consumo giornaliero pari a 50 grammi di carne lavorata basti per far aumentare il rischio di diabete del 19% e quello di malattie cardiache del 42%.

Al contrario chi consuma carne da allevamento biologico non lavorata non è esposto a un rischio maggiore.

Ciò è stato dimostrato anche nel cosiddetto Paradosso delle Alpi, per cui gli abitanti delle regioni montuose con un consumo elevato di derivati del latte ricchi di grassi come burro e latte mostrano un tasso di malattie cardiovascolari inferiore rispetto agli abitanti delle pianure.

Ma è proprio questo il punto: dove è possibile ottenere carne o derivati del latte di animali che hanno trascorso la loro vita al pascolo e hanno mangiato solo erba?

In alternativa all’elevato consumo di carne, possono essere impiegati senza restrizioni tutti gli affettati e wurstel a base di tofu o alternative a base di seitan. Tal alternative non contengono acidi grassi saturi o trans, con contengono colesterolo e sono ormai facilmente reperibili in ogni supermercato o negozio online”.

L’intervista prosegue

“Per ridurre i carboidrati e gli acidi grassi trans nei derivati del latte consiglio l’utilizzo del latte di soia e di yogurt di soia… il ridotto apporto lipidico di questi prodotti viene integrato nella dieta da grassi ad alto valore nutrizionale (olio di noci, canapa, lino o MCT).

L’Adventist Health Study 2, ha dimostrato che vegetariani e vegani corrono un rischio significativamente inferiore di sviluppare malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e di alcuni tipi di cancro”.

Quasi al termine dell’intervista il giornalista chiede alla Dott.ssa quali sono i punti critici sollevati più di frequente dai colleghi ed ecco la risposta:

“  Spesso si è scettici verso i prodotti alternativi.

Vi sono effetti ormonali nei bambini o negli uomini in caso di aumento del consumo di prodotti a base di soia? Per tali domande abbiamo le risposte degli esperti della nutrizione e degli internisti, che non hanno osservato influssi negativi, quali la ginecomastia, il fegato grasso e l’impotenza in caso di elevato consumo di prodotti a base di soia, come poi avviene da secoli in Asia.

Semmai invece è il consumo di proteine di origine animale , tipico per la società del benessere occidentale, ad essere associato ad una serie di malattie, come il carcinoma del colon, ipertonia, sovrappeso e gotta.

Viene inoltre sempre dibattuto l’utilizzo degli affettati alternativi. A tale proposito va ricordato che anche prosciutto salame e wurstel di origine animale contengono carboidrati equiparabili agli insaccati di origine non animale.

Un vantaggio dei prodotto alternativi a base di soia o seitan è che questi sono sempre confezionati e che dunque il contenuto di carboidrati è sempre indicato.

I salumi acquistati al banco non sono soggetti ad alcun obbligo di dichiarazione diretto e solo su richiesta è possibile visionare il contenuto dei carboidrati”.

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