L’acidificazione del corpo

Oggi voglio approfondire un tema di cui sempre più spesso si sente parlare: l’acidificazione del corpo.

Otto Heinrich Warburg, premio nobel per la medicina, nel 1932 affermò che l’acidità dell’organismo è la causa primaria del cancro.

Ma cosa si intende per acidificazione del corpo?

I cibi si distinguono in base al loro Ph in alcalini (ph maggiore di 7), neutri (ph 7) e acidi (ph minore di 7).

L’assunzione eccessiva di cibi acidi provoca una reazione nell’organismo che causa l’acidificazione del sangue e la perdita di sali minerali. Ne consegue una forte acidità tessutale, l’indebolimento  del sistema immunitario e la promozione di stati infiammatori che nel tempo possono diventare anche cronici.

Per mantenere in salute il nostro corpo è quindi fondamentale regolare il rapporto acido-basico che deve essere bilanciato: occorre cioè equilibrare l’assunzione di cibi alcalini/neutri e di cibi acidi.

Dobbiamo considerare che il nostro corpo lavora ogni giorno per eliminare le tossine estranee che ne impediscono il corretto funzionamento: tossine derivanti dall’inquinamento esterno, dai medicinali che assumiamo, dai conservanti presenti nei prodotti di bellezza, dallo stress.

Se lo affatichiamo ulteriormente con l’assunzione di cibi acidi, rischia di collassare e di non riuscire ad evitare la proliferazione di batteri e virus. Non solo: l’organismo sottrae  alle ossa le sostanze alcaline necessarie a contrastare quelli acide, causandone così l’impoverimento.

Ma come possiamo distinguere un alimento alcalino da uno acido o ancora gli alimenti alcalinizzanti da quelli acidificanti, ossia quei cibi che sono alcalini o neutri ma che abbinati con alcuni alimenti, provocano acidificazione?

L’esempio più eclatante riguarda la frutta acida, come ad esempio le prugne.

Le prugne, mangiate singolarmente, possono avere effetto alcalinizzante. Tuttavia, se assunte insieme ai carboidrati (amidi e zuccheri), provocano acidificazione.

La frutta si distingue in acida e dolce.

Frutta acida: ananas, prugna fresca, mela verde, limone, uva verde, arancia, fragola, ribes, kiwi, mandarino, mango.

Frutta dolce: banana, cachi, anguria, pera, mela rossa, uva rossa, melone, avocado, papaya, cocco, pesca.

In rete si trovano moltissime tabelle di distinzione degli alimenti tra alcalinizzanti e acidificanti, ma alcune sono di difficile comprensione e a volte contrastanti tra di loro. Ad esempio in alcune si sconsiglia l’assunzione della cipolla poiché considerata acida e si propone come variante l’utilizzo del cipollotto. Altre inseriscono il limone nei cibi acidificanti così come la frutta oleosa. Francamente però, considerati i benefici riconosciuti di questi alimenti, su questo rimango un po’ scettica.

In generale possiamo dire che un alimento ricco di minerali alcalini, come sodio, potassio, calcio e magnesio risulterà alcalinizzante per il corpo. L’uva è tra gli alimenti più alcalinizzanti e per questo è alla base di numerose diete disintossicanti.

Di seguito un riassunto della numerose tabelle che ho visionato.

I cibi alcalinizzanti sono: le verdure, in particolare crude, i funghi, la frutta dolce cruda e non frullata, la frutta acida assunta lontano dai carboidrati, lo yogurt magro, il miele, le fibre, la melassa di canna da zucchero, le leguminose fresche (piselli e fagioli freschi o surgelati, le fave, i germogli), l’avocado, l’olio di oliva.

Sono condimenti alcalinizzanti: zenzero, peperoncino, curry, salvia, rosmarino, semi di finocchio e semi di cumino.

Sono cereali alcalinizzanti: quinoa, miglio, amaranto.

I cibi acidificanti sono: carne, latticini, uova (albume), fritti, bibite alcoliche, bibite gassate, caffè, tè, prodotti raffinati, cotti al microonde, alimenti contenenti zuccheri e lieviti, prodotti fermentati, zucchero, pizza, condimenti, aceto, dolcificanti artificiali.

Purtroppo però risultano acidificanti anche le prugne, leguminose secche, la frutta oleosa (arachidi , noci, nocciole ecc..), la verdura poco amidacea come porro e scalogno, la cioccolata, la maggior parte dei cereali, l’olio di semi.

Potete immaginare l’espressione sul mio viso quando ho letto alcuni degli alimenti sui quali si basa la mia dieta.

Ma ci sono alcuni piccoli accorgimenti che ci possono aiutare:

se vogliamo preparare una zuppa di legumi e cereali, dobbiamo ricordarci di aggiungere abbondanti verdure che aiuteranno a bilanciare l’acidità del piatto. Tra le verdure più basiche: zucchine, broccoli, cavoli e spinaci;

se vogliamo gustare una buona pasta, preferiamo una pasta alle verdure piuttosto che una pasta con altri condimenti.

Sempre in relazione all’acidificazione, alcuni muovono delle critiche alla conosciuta “dieta mediterranea” che inserisce gli amidi alla base della piramide degli alimenti da mangiare quotidianamente.

Gli amidi (pane, pasta, riso, patate, cereali) sono zuccheri complessi che in seguito ad una buona digestione vengono scissi in sostanze nutritive; se però la digestione è cattiva, danno origine ad una fermentazione che li rende inutilizzabili e potenzialmente tossici.

La corretta digestione è quindi fondamentale  ed inizia dalla bocca. Ecco perché spesso leggiamo quanto sia importante masticare lentamente e ripetutamente il boccone: dobbiamo dare il tempo all’enzima ptialina contenuto nella saliva di trasformare il cibo in maltosio prima che arrivi nello stomaco. Qui l’ambiente deve essere alcalino affinchè non fermentino e passino nell’intestino tenue.

Spesso gli amidi inacidiscono o perché associati alle proteine animali (si crea una forte acidità nello stomaco) o perché associati agli zuccheri (c’è la secrezione di molta saliva priva però dell’enzima ptialina, indispensabile per evitarne la fermentazione).

Il fenomeno della flatulenza che colpisce tantissime persone è un campanello d’allarme che ci avverte della fermentazione degli amidi, con conseguente liberazione di tossine (anidride carbonica, acido acetico, alcool).

Per una buona digestione degli amidi preferiamo quindi piatti unici composti dall’amido preferito (pasta, riso, patate ecc..) condito senza proteine animali e abbiniamo abbondante verdura cruda.

Assumiamo gli amidi a pranzo mentre a cena preferiamo le proteine (fanno eccezione i piatti unici dove gli amidi sono abbinati alle proteine vegetali). Mastichiamo molto lentamente.

E’ sconsigliato l’uso del limone (frutta acida) sull’insalata perché le sostanze acide abbinate agli amidi provocano acidificazione. Per lo stesso motivo dovremmo evitare il succo di arancia abbinato a pane o torte.

Sul limone, essendo io un’accanita sostenitrice di questo frutto, mi soffermo un attimo. Dobbiamo sottolineare che, in una persona in buona salute, gli acidi del limone vengono trasformati in carboidrati alcalini utili all’organismo.  Tuttavia spesso questo processo non viene completato a causa di altri fattori quali stress e stanchezza che rendono il corpo privo dell’energia necessaria a compiere una corretta digestione.

Quindi, se non state vivendo un momento di particolare stress, utilizzate tranquillamente il limone sui vostri piatti!

A colazione dovremmo evitare di mangiare il pane accompagnato da miele o marmellata perché, come abbiamo visto, gli amidi abbinati agli zuccheri, provocano acidificazione.

Ecco perché vi consiglio di preferire le composte di frutta alle marmellate ricche di zuccheri. Sono un po’ più costose, ma ne vale la pena! Riscoprirete il sapore della vera frutta.

Interessante notare per noi vegani che viene sconsigliata l’assunzione di mele e prugne dopo una minestra di legumi secchi o di pesche e ananas con gli arachidi.

Per i motivi visti sopra il pasto non deve concludersi con frutta o dolci.

Ricordiamoci che il principio che ci deve sempre guidare non è eliminare gli alimenti ma compensare e variare. Variare il cibo è fondamentale per garantire al nostro organismo l’assunzione delle numerose vitamine e sali minerali di cui ha bisogno.

Quali sono i sintomi dell’acidosi?

Insonnia, ritenzione idrica, emicrania, difficoltà di deglutire, problemi alle ossa, carie ai denti,bruciore alla bocca, anemia, calcoli renali, infezioni, problemi digestivi, unghie con macchie bianche, problemi della pelle. Uno dei segnali più riconoscibili è il fenomeno della flatulenza, che indica la putrefazione intestinale di determinati alimenti che porta alla formazione di tossine acide.

Come verificare l’acidità del nostro corpo? Con le cartine tornasole che misurano il pH urinario, acquistabili in farmacia.

In conclusione, ecco alcune regole che potremmo cercare di seguire:

assumere la frutta acida lontano dai pasti per avere un effetto alcalinizzante, perché frutta acida + carboidrati = acidificazione;

assumere la frutta oleosa come spuntino lontano dai pasti perché alimento acido + carboidrati = acidificazione;

per evitare fenomeni di acidificazione non dobbiamo abbinare i cibi a digestione basica con quelli a digestione acida. Evitiamo quindi di mangiare la frutta e il dessert a fine pasto, di bere caffè e latte, di mangiare pesce e patate, prosciutto e melone, pasta seguita da carne, pesci e formaggi;

mastichiamo molto lentamente: la digestione inizia dalla bocca. Dobbiamo masticare un boccone almeno 40 volte, se non riusciamo possiamo provare a posare le posate tra un boccone e l’altro.

Fonti

Vi consiglio di visionare la tabella stilata dal Dott. Luca Berti che distingue gli alimenti in base agli effetti che hanno sul corpo dopo la digestione e non a priori in base al loro Ph.

http://www.naturalmentefarma.com/sana-alimentazione/tabella-dei-cibi-acidi-e-alcalini

 

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