Perchè non dovremmo bere il latte

A colazione o a merenda beviamo il latte. Perché?

È un’abitudine.

Lo bevevano i nostri genitori, l’abbiamo bevuto noi da piccoli e lo facciamo bere ai nostri figli.

Ma ci siamo mai soffermati a pensare che siamo gli unici mammiferi che continuano a bere latte anche una volta diventati adulti? Non solo, ma beviamo latte di altre specie di mammiferi.

La natura è perfetta e fa sì che ogni mammifero produca il latte “ideale”per i propri piccoli a seconda delle sostanze nutrizionali di cui hanno bisogno per crescere e della frequenza con cui mangiano (pensiamo ad un cucciolo di gatto sempre vicino alla mamma e ad un cucciolo nascosto in una tana che aspetta che la mamma rientri dopo diverse ore).

Studi dimostrano che il latte di donna ha una composizione diversa rispetto al latte vaccino o di capra, quindi perché assumere un alimento creato per un’altra specie? perchè bere del latte che risponde alle esigenze nutrizionali di un altro essere vivente e non dell’uomo?

Ci hanno detto che fa bene alle ossa e aiuta a combattere l’osteoporosi.

E’ vero perché contiene calcio. Tuttavia contiene anche proteine animali, acide, così come quelle di carne e pesce, che fanno perdere calcio dalle ossa.

Il corpo necessita di calcio per reintegrarne la normale quantità che viene persa quotidianamente tramite l’urina, le feci e il sudore; quando beviamo latte o mangiamo latticini costringiamo il nostro corpo a richiedere una quantità extra di calcio necessaria per smaltire le proteine animali contenute in questi alimenti.

La richiesta di calcio da parte del nostro corpo è quindi elevata e rischia di essere maggiore rispetto ai depositi di calcio presenti nelle nostre ossa: è in questo caso che si manifesta l’osteoporosi.

L’Harvard Nurses’ Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, mostra che l’aumentato consumo di latticini è associato con un rischio di fratture più elevato.

Ecco la risposta del Dr. Franco Berrino (Medico Epidemiologo che da oltre trent’anni indaga le connessioni esistenti tra l’alimentazione, lo stile di vita e la prevenzione dei tumori) alla domanda

Dove prendo il calcio per prevenire l’osteoporosi, se non mangio latticini?

“Il consumo di latticini non influenza il rischio di fratture, sono ricchi di calcio ma sono anche ricchi di proteine animali e di sale, che fanno perdere calcio dalle ossa.

C’è calcio in molti semi, in particolare nel sesamo e nelle mandorle, in molte verdure, in particolare in quelle della famiglia dei cavoli, nei legumi…

Se non esageriamo con le proteine, in particolare con le carni, che fanno perdere calcio dalle ossa, abbiamo bisogno di molto meno calcio di quanto generalmente si raccomanda. Le proteine sono acide e l’osso cede sali di calcio per tamponare l’acidità”

Fonte www.istitutotumori.mi.it/upload_files/faq_franco_berrino.pdf

 

Ma ci sono anche altri problemi correlati al consumo di latte in adulti e bambini come ad esempio la carenza di ferro (il latte ne contiene solo 0.2 mg ogni 100 mg), l’assunzione di grassi saturi e colesterolo (di cui latte e derivati sono ricchi) che causano l’arteriosclerosi, la comparsa di allergie a causa del gran numero di antigeni rilasciati durante la sua digestione, le coliche del lattante causate dalle proteine del latte vaccino assunto dalla mamma e passato nel latte materno. E per ultimo i numerosi contaminanti che troviamo come residui dell’allevamento: antibiotici, ormoni della crescita,  e ancora erbicidi e pesticidi veicolati dal foraggio.

 

Di seguito alcuni dati relativi al Fabbisogno di calcio durante il ciclo vitale

Lattanti (6 mesi – 1 anno): 600 mg
Bambini 1-6 anni: 800 mg
Bambini 7-10 anni: 1000 mg

Ragazzi 11-17 anni, oppure in gestazione o allattamento: 1200 mg
Adulti 18-29 anni: 1000 mg

Uomini 30-59 anni: 800 mg
Uomini oltre i 60 anni: 1000 mg

Femmine 30-49 anni: 800 mg
Femmine oltre i 50 anni: 1200-1500mg

Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN). Tabelle di Composizione degli Alimenti, aggiornamento 2000, ©INRAN 2000, EDRA.

 

Dopo i 30 anni le perdite di calcio sono superiori rispetto alle quantità assunte e fissate nelle ossa: come possiamo intervenire?

Modificando alcune abitudini di vita:

prediligere una dieta a base di proteine vegetali, che rispetto a quelle animali, causano una perdita minore di calcio;

moderare il consumo di caffeina e sale, responsabili di perdite di calcio con le urine;

fare esercizio fisico che rallenta la perdita di calcio e aiuta a mantenere in salute le ossa.

E imparare a conoscere fonti di calcio alternative al latte:

se scegliamo un’acqua minerale ad alto contenuto di calcio e povera di sodio, e ne assumiamo 1,5/2 litri al giorno, garantiamo alle nostre ossa una buona quantità di calcio (450-600 mg).

Di seguito alcuni alimenti ricchi di calcio (non fate smorfie, nella sezione ricette trovate qualche suggerimento utile per rendere sfiziosi alimenti che ad oggi magari neanche considerate!)

il latte vegetale addizionato di calcio (130-120 mg), muesli e pangrattato (110-104 mg), cornflakes (80-72 mg), la soia (270 mg), il tofu (159 mg), i fagioli crudi (140 mg), la salvia (600 mg), il pepe nero (430 mg), il rosmarino (370 mg), la rucola (300 mg), il basilico, il prezzemolo e la menta (250-210 mg), gli spinaci surgelati (170-150 mg), tahin di sesamo (816 mg), mandorle dolci secche (240 mg), fichi secchi (186 mg), nocciole secche (150 mg), crema di nocciole (130 mg)

 

Fonte: www.infolatte.it/salute e www.infolatte.it/vegetali/calcio.htm

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