motivazioni animaliste

Come può una persona dire di amare gli animali e poi mangiare carne, pesce, latte e i suoi derivati?

Come può un genitore portare i figli in fattoria per vedere da vicino i maiali, le mucche e i pulcini, e poi tornare a casa e preparare carne per pranzo? è come dire ai figli: “bello il maialino vero? aspetta che ora andiamo a casa e te lo cucino”.

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E non possiamo nasconderci dietro il fatto che non ammazziamo noi in prima persona il vitello o il maiale: acquistando la carne al supermercato, ne aumentiamo la domanda e giustifichiamo così le sofferenze di milioni di animali fino alla loro macellazione.

E se un giorno un allevatore decidesse di iniziare a produrre carne di cane e gatto? e se qualcuno cominciasse a mangiarla e la ritenesse buona?

Perchè mentre leggete queste frasi inorridite mentre se pensate all’allevamento e alla macellazione delle mucche, dei maiali, dei polli non vi scandalizzate? se amate gli animali, li amate e li rispettate tutti, non solo quelli che vi piacciono di più o che ritenete da compagnia.

Chi sceglie di non mangiare carne fa una scelta etica in difesa degli animali, siano essi di allevamento intensivo o non intensivo. Infatti in entrambi gli allevamenti c’è una “procedura” che viene seguita dagli allevatori che diversamente non potrebbero sostenere i costi di mantenimento dei capi.

Anche io fino a qualche anno fa non ragionavo su un semplice concetto (e questo a dimostrazione del fatto che siamo troppo spesso abituati a prendere per vero ciò che ci viene detto o tramandato e a non  utilizzare il nostro senso critico che ci differenzia dalle altre specie viventi!): la mucca non è una macchina che produce “magicamente” latte, ma è un mammifero che produce latte quando partorisce un cucciolo. Questo vuol dire che affinchè la mucca produca il latte per le nostre tavole, deve partorire in maniera ciclica. La conseguenza è lo sfinimento dell’animale che dopo 5-6 anni viene destinato al macello.

Ma che fine fanno i diversi cuccioli che la mucca partorisce nel corso della sua vita? Se nasce un maschio, non sarà utile per la produzione di latte: l’allevatore salverà qualche capo per la fecondazione delle femmine e qualche vitellino da far ingrassare, ma i bufalotti e i vitellini in eccesso li macellerà perchè improduttivi.

Se nasce una femmina, se sarà fortunata potrà essere tenuta in vita dall’allevatore che la utilizzerà come mucca da latte; se sarà sfortunata, altre prima di lei saranno state salvate e quindi dovrà essere macellata poiché in sovrannumero.

Mantenere capi “improduttivi” non rientra nelle logiche economiche degli allevatori.

Per approfondimenti: www.infolatte.it/etica/sfruttamento.html e www.infolatte.it/etica/latte_uccide_animali.html

Documentario PETA: Meet your meat

 

Perché non mangiare le uova?

Avete mai visto le gabbie in batteria dove vengono allevate le galline? Si tratta di spazi piccolissimi non adeguati al numero di animali contenuti, che in questo modo non possono muoversi, alzarsi o sbattere le ali.

I muscoli si atrofizzano e le ossa delle zampe si spezzano.

Inoltre gli allevatori, per evitare che in questi spazi ristretti gli animali si provochino ferite con i becchi, glieli tagliano con appositi macchinari senza alcuna anestesia.

Come per i cuccioli di mucca, anche per i pulcini c’è una distinzione tra maschi e femmine: se le femmine seguono il destino della madre (con tutte le sofferenze descritte) i maschi, improduttivi, vengono uccisi.

E le galline, così come le mucche, terminato il ciclo produttivo (2 anni contro i 15 se tenute in libertà) vengono uccise per ricavarne carne a buon prezzo.

Una frittata, per quanto gustosa, vale queste crudeltà?

 

Per approfondimenti: www.essereanimali.org/fabbriche-di-uova

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